Grindelia... Dà una mano contro la tosse

Le popolazioni indigene della California la utilizzavano per le proprietà espettoranti, anticatarrali,
sedative della tosse, spasmolitiche e lenitive per le irritazioni della gola, un uso che fu poi introdotto nella medicina ufficiale europea dai Gesuiti e dai primi coloni del Nuovo mondo, e che non si è mai interrotto.
Tant’è vero che la grindelia è iscritta nella Farmacopea degli Stati Uniti fin dal 1882 e in quella Francese dal 1908. E ora alcuni studi farmacologici hanno svelato, almeno in parte, il meccanismo d’azione, fornendo conferma a un suo uso tradizionale che si è consolidato negli secoli.
Oggi si impiega soprattutto contro la bronchite catarrale acuta e l’asma bronchiale, oltre che come sedativo della tosse. Su questa la grindelia agisce a diversi livelli, grazie agli effetti di vari suoi componenti. Per esempio le saponine hanno azione espettorante: provocando una lieve
irritazione della mucosa gastrica, determinano uno stimolo indiretto che porta alla produzione
di secrezioni bronchiali più fluide; venendo a contatto con il muco, inoltre, lo rendono ancora meno viscoso, facilitandone l’eliminazione.
Le resine, poi, formano una pellicola protettiva sulle mucose che impedisce o riduce il contatto degli agenti irritanti. I flavonoidi, da parte loro, contrastano l’infiammazione.

COME SI USA
Dalla grindelia si ricavano:
-estratto fluido per tintura o per sciroppo (g 1-2 per dose);
-estratto secco idroalcolico (g 0,25 per dose);
-tintura al 20% (g5-10 per dose).
Le forme farmaceutiche più usate, a base di questi preparati, sono sciroppi e compresse, da assumere 2-4 volte al giorno.